Prima di iniziare

Questo schema è un riferimento generale e non sostituisce una programmazione individuale. Chilometraggi, intensità, recuperi e progressione devono essere adattati al livello di partenza, alla storia di allenamento e all’obiettivo dell’atleta.

Le 16 settimane presuppongono una base di corsa già consolidata e non sono pensate per chi riprende da un lungo periodo di inattività.

La preparazione di una maratona richiede infatti un percorso progressivo, nel quale volume, intensità e recupero devono essere combinati in modo equilibrato.

Perché 16 settimane?

Sedici settimane possono rappresentare un arco temporale adeguato per costruire progressivamente resistenza e qualità, se il livello di partenza è compatibile con l’obiettivo e i carichi vengono gestiti correttamente.

Preparare 42,195 km non significa semplicemente aumentare i chilometri. Significa sviluppare progressivamente la capacità di correre più a lungo, gestire la fatica e mantenere un’efficienza adeguata anche nelle fasi più impegnative della gara.

Per questo possiamo suddividere il percorso in diverse fasi.


Schema di allenamento settimanale

Settimane 1-4: costruire le basi

La prima parte della preparazione serve a consolidare la continuità e preparare il corpo ai carichi successivi.

Le sedute possono comprendere:

  • corsa facile, per sviluppare la base aerobica;
  • lavori di tecnica e mobilità, per migliorare l’efficienza del gesto;
  • stimoli di qualità moderata, come fartlek o brevi ripetute;
  • lungo progressivo, aumentando gradualmente il tempo trascorso in movimento.

In questa fase non è necessario inseguire continuamente il ritmo gara. L’obiettivo è costruire una base sufficientemente solida per affrontare le settimane successive.


Settimane 5-8: aumento del volume

Una volta consolidata la base, il lavoro può diventare progressivamente più impegnativo.

Il volume settimanale aumenta e i lunghi assumono un ruolo sempre più importante.

Possono essere introdotti:

  • ripetute di media durata;
  • fartlek strutturati;
  • medi controllati;
  • lunghi più estesi;
  • lavoro di forza funzionale e core stability.

L’obiettivo è sviluppare una maggiore capacità di sostenere il carico, senza trasformare ogni allenamento in una prova massimale.

La progressione deve essere graduale: non è il singolo allenamento a costruire la maratona, ma la continuità di molte settimane di lavoro ben gestito.


Settimane 9-12: intensificare la preparazione

È il momento in cui la preparazione inizia ad avvicinarsi maggiormente alle richieste della gara.

Il ritmo maratona individuale può essere inserito all’interno di allenamenti specifici, alternandolo a ritmi più facili.

Anche i lunghi assumono un ruolo centrale.

Non si tratta semplicemente di raggiungere una determinata distanza: alcuni lunghi possono prevedere variazioni di ritmo o tratti a ritmo gara, con l’obiettivo di abituare il corpo a mantenere una buona efficienza quando compare la fatica.

È inoltre il momento ideale per testare:

  • strategia di gara;
  • alimentazione durante la corsa;
  • idratazione;
  • abbigliamento;
  • scarpe;
  • gestione del ritmo.

La maratona si prepara anche imparando a gestire ciò che accade durante la maratona.


Settimane 13-15: tapering

Nelle ultime settimane il chilometraggio viene progressivamente ridotto.

Il cosiddetto tapering non significa smettere di correre, ma diminuire il carico per consentire all’organismo di recuperare e arrivare alla gara nelle migliori condizioni possibili.

Gli allenamenti diventano generalmente più brevi, mantenendo però alcuni richiami di intensità.

È una fase nella quale l’atleta deve anche imparare a gestire l’aspetto mentale: allenarsi meno può generare la sensazione di non essere sufficientemente preparati.

In realtà, arrivare alla partenza freschi è parte integrante della preparazione.


Settimana 16: settimana della gara

L’obiettivo dell’ultima settimana non è migliorare la condizione fisica.

Il lavoro è ormai stato fatto.

Le uscite diventano brevi e controllate, con ampio spazio al recupero e alla preparazione della gara.

È il momento di concentrarsi su:

  • recupero;
  • sonno;
  • alimentazione e idratazione;
  • organizzazione logistica;
  • strategia di ritmo;
  • gestione dei primi chilometri.

La maratona richiede soprattutto capacità di gestione: partire in modo controllato e rispettare la propria strategia può essere determinante per affrontare nel modo migliore la seconda parte della gara.


Consigli finali

  • Non aumentare il volume troppo rapidamente.
  • Non trasformare ogni allenamento in una gara.
  • Dai al lungo il giusto spazio, senza correre sempre forte.Inserisci forza, mobilità e tecnica all’interno della preparazione.
  • Prova alimentazione e idratazione prima del giorno della gara.
  • Considera il recupero come parte dell’allenamento.
  • Impara ad ascoltare le risposte del tuo corpo.

Vuoi trasformare questo schema in un percorso costruito su di te?

Una guida generale può aiutarti a capire come dovrebbe essere organizzata una preparazione maratona.

Ma ogni runner parte da una situazione diversa.

Obiettivo, livello attuale, disponibilità settimanale, volumi, storico degli allenamenti e gare precedenti influenzano il modo in cui dovrebbe essere costruito il percorso.

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Le informazioni non sostituiscono il parere di un professionista sanitario.

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